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Tarsie del Coro di Santa Maria Maggiore di Bergamo

La Cappella Sistina dei “Legni Tinti” (inizio 1522 – fine 1532)

Nella storia delle tarsie questa bellissima opera d’arte è a volte considerata come parte di quella forma di espressione artistica che manifestò l’ormai completa dipendenza dell’intaglio dalla pittura.

Nelle Tarsie del Coro di Santa Maria Maggiore, Legno e Colore, Intarsio e Pittura, si uniscono totalmente, a tal punto che è difficile capire dove finisca una tecnica e dove ne inizi un’altra.

Il risultato estetico è impareggiabile. Guardate i dettagli dell’immagine seguente per rendervene conto.

Arca di Noè Santa Maria Maggiore Bergamo dettaglio

Dettaglio Dell’Arca di Noè, dettaglio ca. 30×30 cm

Pensate che la ragazza al centro con in mano il bebè è alta poco più di 10 cm, ed è composta di circa 27 parti realizzate con 6 tipi di legni differenti.

Tarsie Arca di Noè Santa Maria Maggiore Bergamo Dettaglio

Ragazza con bebè, grandezza reale 10/12 cm

I due artefici principali di questo capolavoro sono Giovan Lorenzo Capoferri (1487 – 1534) per l’intarsio e Lorenzo Lotto (1480 – 1556) per la pittura.

La tecnica utilizzata è una tecnica mista che consiste nel creare delle tarsie di differenti tipi di legno raffigurante un disegno  che poi viene direttamente dipinto dal pittore al fine di esaltare le sfumature e i cromatismi dell’insieme.

Il risultato finale è molto vicino alla pittura, infatti con l’utilizzo delle sole essenze di legno è impossibile, tanto oggi quanto nel ‘500, creare delle scene complesse come quelle qui rappresentate.

E’ tecnicamente difficile da realizzare, anche con le tecniche moderne è difficile ricreare una bellezza così estrema.

STORIA BREVE:

Pensate, siamo nel ‘500, niente auto, dhl, mail e cosi dicendo: due Artisti, un Intagliatore bergamasco di 35 anni e un Pittore veneziano di 42 anni si devo accordare, passandosi disegni, materiali e informazioni, per realizzare quest’opera.

La sua realizzazione richiede lavorazioni fatte a fasi alterne tra intarsiatore e pittore, che si trovano in luoghi diversi.

Tarsia Arca di Noè Santa Maria Maggiore Bergamo dettaglio

Dio indica l’Arca, dettaglio 25 x 25 cm circa

FASI PER LA REALIZZAZIONE:

1- Disegno: Il pittore realizza un disegno in scala reale che contiene tutte le indicazioni necessarie all’intarsiatore per la selezione dei legni da utilizzare. Lotto diede particolari indicazioni in merito ai punti di luce e di ombra del disegno generale.

2-Tarsia: L’intarsiatore studia le qualità, sceglie e posiziona i materiali per meglio esaltare il disegno del pittore. Usarono essenze come il cedro proveniente dal Libano e l’ebano proveniente dall’Africa. Capoferri usava legni provenienti da diversi continenti.

3- Finitura: Il pittore ritocca tutta la tarsia con colori e tratteggi dando alla tarsia l’aspetto finale. Questa è la fase decisiva per la resa artistica del modello.

La realizzazione della tarsia dell’Arca di Noè  andò dal 1524 al 1531, sette anni per realizzare una tarsia di 68 x 101 cm circa.

Nell’ Arca di Noè il pittore del disegno e il pittore della finitura non sono le stesse persone.

Infatti, a causa dei molti anni necessari alla realizzazione, spesso il pittore non si trovava disponibile per la finitura al momento della tarsia finita e quindi l’opera veniva completata da altri pittori.

E’ per questo motivo che Lorenzo Lotto disegnò il cartone, e Ludovico da Mantova ed altri finirono la tarsia.

Arca di Noè Santa Maria Maggiore Bergamo dettaglio

Gli animali salgono nell’arca, dettaglio 25 x 25 cm circa

I colori che vediamo oggi non sono i colori originali.

A pochi anni dalla fine dell’opere i religiosi si accorsero di notevoli schiarimenti di colore, e commissionarono la realizzazione dei coperti, pannelli anch’essi intarsiati da mettere sopra le tarsie originali al fine di proteggerle.

Sul coperto che protegge l’Arca di Noè è incisa la scritta “Restauratio Humana”

coperto Arca di Noè Santa Maria Maggiore Bergamo

Coperto dell’ Arca di Noè, intarsio del 1531

Nella foto seguente potete vedere il montaggio del coperto a protezione della Tarsia Raffigurante l’Arca di Noè realizzata ad opera di Lorenzo Lotto e Giovan Francesco Capoferri.

Il montaggio del coperto viene eseguito da un custode specializzato.

Coperto tarsie Santa Maria Maggiore Bergamo

Operazione di copertura delle tarsie pittoriche

Nella foto seguente vediamo l’Arca di Noè nella sua interezza.

Tarsia dell'iconostasi Arca di Noè Santa Maria Maggiore Bergamo

Tarsia dell’iconostasi raffigurante l’Arca di Noè senza coperto

Vedere un’immagine della Cappella Sistina prima e dopo il restauro ci aiuta a capire quanto belle erano le tarsie allo stato originale. I colori forti e sgargianti del pennello giocavano tra di loro rendendo queste tarsie un patrimonio unico ed irripetibile.

Tarsie Santa Maria Maggiore Bergamo

Guardate l’immagine qui sopra della Cappella Sistina prima e dopo il restauro ed immaginate la Cappella Sistina dei Legni Tinti con i luminosi colori originali

Vi consiglio di andare a vedere quest’opera lignea del ‘500, e di organizzarvi bene perché le tarsie di Lotto e Capoferri, come pure l’intero coro, non sono sempre visibili.

Magnum chaos capoferri lotto bergamo

Magnum Chaos

Per organizzarvi seguite i seguenti link, vi aiuteranno nell’organizzarvi e prepararvi alla visita:

Orari, prezzi e Visite di Gruppo, clicca qui

Visita guidata virtuale con anteprima con foto e audio  (Fondazione Mia)

Tour virtuale, è bellissimo, vi consiglio di cliccare!

Per una scheda con approfondimenti storico critici visitate il sito dei Beni Culturali della Lombardia

Le tarsie di Lorenzo Lotto, Un Itinerario fra Bibbia e alchimia, Equa – Clusone, un libro interessante che parla del simbolismo presente nelle varie tarsie. Lo trovate in vendita presso la Basilica di Santa Maria Maggiore in diverse lingue o provate a googolarlo!

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