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Storia della Radica

La radica venne inizialmente utilizzata dai Veneziani già nel ‘500.

I Veneziani, nei territori allora appartenenti alla Repubblica della Serenissima, trovavano nelle zone del Garda le pregiate essenze ricavate dalle radici di Ulivo e Noce.

Data la particolarità delle venature della radica, questa fu presto adottata per facilità di reperimento e di trasporto come valida sostituta del marmo.

Essa infatti consentiva la realizzazione di complessi disegni e decori grazie all’ esclusiva bellezza  delle sue venature, dei nodi e degli occhi di pernice, peculiarità che rendono unico ed irripetibile ogni singolo pezzo.

La massima espressione di questa bellezza e complessità stilistica arriverà nel ‘700, epoca particolarmente prolifica nell’uso decorativo della radica grazie al diffuso amore per l’ornamento in tutte le sue espressioni artistiche.

L’abilità degli ebanisti del ‘700 era senza limiti, e i migliori Maestri nella sua applicazione nascono in questo periodo.

giuseppe maggiolini -piccolo mobile- 1790 ca

Giuseppe Maggiolini, opera del 1790 ca

Il più grande Maestro Italiano in Ebanisteria dell’epoca fu Giuseppe Maggiolini (Parabiago 1738-1814) chiamato il Principe degli Intarsiatori.

La leggenda legata al suo nome tramanda che il suo campionario contasse 86 diverse essenze di legno.

Utilizzava Mogano e Ebano proveniente dalle Americhe mentre invece Acero  agrifoglio ulivo bosso e biancospino provenivano da Como e Lecco.

Utilizzava i diversi cromatismi del legno per realizzare fantastiche decorazioni, ad eccezione fatta per i colori dalle tonalità più forti come verde, blu, celeste e rosa, che otteneva tramite colorazione per immersione.

Sua fu l’invenzione della tecnica dell’ombreggiatura, ottenuta posizionando le tarsie su sabbia rovente.

Questa tecnica donava al mobile un fortissimo effetto tridimensionale, esclusivo e di grandissimo impatto estetico per l’epoca in cui venne inventata.

Nello stesso periodo, oltre che nel mobile, la radica trovò ben presto applicazione in altri elementi dell’arredo, come la boiserie e il parquet.

Esempi recenti di utilizzo della radica nel mobile si trovano nello stile Bidermeier (1815-1848 ca) stile legato particolarmente alla radica di betulla, nell’ Art Decò (1919-1940 ca) di cui un grandissimo esponente fu il designer parigino Jacques-Émile Ruhlmann (Parigi 1879-1933) rinnovatore dei fasti dell’ebanisteria parigina tra lo stile rococò e lo stile impero.

émile-jacques ruhlmann mobile 1923 ca

Emile-Jacques Ruhlmann, mobile 1923 ca

L’utilizzo della radica è espressione di un sapere artigianale che ha origini antiche, le forme del suo utilizzo sono variate nel corso del tempo in base ai cambiamenti di gusto delle varie epoche e del reperimento degli artigiani nel territorio per la lavorazione della stessa.

Nell’epoca attuale gli artigiani trovano sempre meno spazio a causa delle dinamiche di un mercato che predilige una produzione in serie rapida e standardizzata a quella artigianale che garantisce maggiore qualità ed unicità in ogni suo pezzo.

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