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SaloneSatellite 2018 al Salone del Mobile del Milano

Come ogni anno il SaloneSatellite è ospitato negli spazi di Rho-Fiera Milano.

Ritengo che il luogo in cui viene ospitata questa manifestazione riservata ai designer under 35 sia particolarmente azzeccato per due motivi.

Il primo è che per quel visitatore che è più focalizzato sui prodotti delle grandi Aziende, e che spesso proprio per la presenza dei grani marchi visita la Fiera, ha un’ ottima occasione per vedere creatività allo stato puro, a volte forse embrionale e, diciamocelo, anche per prendere una bella boccata di creatività ed energia senza andare fino al Fuori Salone.

Il secondo è che i designer che espongono possono godere del grande traffico di visitatori che proprio le grandi Aziende richiamano, facendosi conoscere e, nel migliore dei casi, trovare distributori per le loro creazioni o diventare designer per una di quelle importanti Aziende che hanno i loro stand all’interno della fiera.

Del bel lavoro Man de Milan di Domenico Orefice avevo già parlato in relazione al suo tavolino in resina e zafferano nel mio post sul Salone internazionale del Mobile di Milano 2018.

Ma, siccome mi è proprio piaciuta la sensibilità con la quale ha omaggiato la sua Milano voglio qui mostrare a quanti non avranno modo di vederlo dal vivo un’altra sua opera, un contenitore che si ispira ai balconi presenti nelle case che formano le corti milanesi.

Man de Milan – Domenico Orefice

Altro contenitore, e di tutt’altra provenienza, questa volta andiamo in Svezia, è Whittle Away di Stoft Studio, ispirato alla corteccia degli alberi che con il passare del tempo si distacca dal tronco, direi proprio un bell’esempio della poetica tipica dei paesi del Nord Europa, sia per significato che per tonalità.

Whittle Away – Stoft Studio

Ma cosa sarà passato per la testa a Sergi Ventura per creare una lampada da terra così bella e particolare? La sensibilità spagnola si sente!…veramente un bel pezzo, elegante e raffinato, la tua Dorking Lamp ci piace!

Dorking Lamp – Sergi Ventura

Questa sedia di Pileup life in realtà è un sistema, una sedia che lascia spazio ad infinite possibilità di assemblaggio all’utente e che può, oltre a diventare diversi tipi di sedia, diventare anche un tavolino. Creatività made in Taipei.

Pileup Life Chair

E questa invece secondo voi cos’è? a cosa serve?… Vi aiuto io…aiuta il corpo, e soprattutto la mente, a mantenere l’esatta postura.

E’ Kneeling Chair ! un tipo di seduta che si rifà pienamente ai valori della cultura e della tradizione cinese, opera della designer, cinese ovviamente, Yingyu Zhang. Niente male, devo dire che ha suscitato parecchia curiosità tra i visitatori del SaloneSatellite.

Kneeling chair – Yingyu Zhang

Ma torniamo con i piedi per terra se così si può dire, la seduta è un oggetto che si presta bene a riflessioni filosofiche, anatomiche, sociali e via dicendo, anche io mi ero cimentato nell’argomento con la mia collezione di sedute Feel You, ma quando ho visto la collezione Inside Out di Tianyi Shi mi sono chiesto se questa fosse il punto di arrivo o il punto di partenza di quel modo, chiamiamolo decostruito, che molti designer della mia generazione hanno interpretato.

Mi ha colpito molto, è uno dei pezzi che più si è fissato nella mia mente in questa edizione del SaloneSatellite 2018.

Inside Out – Tianyi Shi

La trovo una collezione coraggiosa, chiara nell’ intento di mostrare l’inside out, il dentro e il fuori per l’appunto, e che con la sua estetica moderna e forte rafforza concetti cari alla nostra contemporaneità come la decostruzione, la simultaneità e non ultimo, quello deve sempre essere presente, il gesto artistico!

Inside out Collection – Tianyi Shi

E poi sapete cosa?… è uno di quei pezzi che appena lo mostro a qualcuno crea la tipica reazione occhi sbarrati e bocca aperta nell’osservatore: “ma è comodo?”… e a me piace un sacco quando la gente dice così perché senza perder tempo capisco subito chi ho davanti, se è uno che ci capisce o se è uno che vorrebbe capire, ma non può.

Parliamo adesso di Claudio Gatto, un designer italiano formatosi a Losanna, che ha presentato il suo Soffio, una composizione di quattro sedie e tavolo realizzati in alluminio e materiale gonfiabile facilmente trasportabile.

Cosa mi piace di questa sua collezione? L’originalità, la morbidezza e quel non so che di nomade che aiuta tutti noi ad essere più liberi e creativi! 

Collezione Soffio – Claudio Gatto

Chiudo questo post con un po’ di luce, anzi, con un po’ di luce millenaria!

Washi – Satsuma Washi Studio

Si perchè l’utilizzo della carta nella trazione Washi ha una storia di circa 1400 anni, e grazie a questi sensibilissimi lavori di Satsuma Washi Studio abbiamo modo di vedere queste antiche tecniche applicate ad un’estetica contemporanea.

Ma quanto bello è sapere che qualcuno, anche dall’altra parte del mondo, conserva e trasmette antichi saperi che altrimenti andrebbero persi? E poi che dire, il risultato estetico è a dir poco emozionante!

Washi – Satsuma Washi Studio

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